venerdì 3 marzo 2017

Storia di un amore


La lettura è stato di sicuro il mio primo amore, in assoluto.
Lo ricordo come se fosse ieri, il nostro primo incontro.
Avevo nove anni e accompagnavo il mio papà al supermercato a fare la spesa.
Era un venerdì sera e la fila alle casse sembrava non finire mai, tanto che si snodava fino in mezzo alle corsie tra gli scaffali.
La nostra coda era stretta tra l'oggettistica per la casa e i libri, e io, annoiata dall'attesa, ho iniziato a curiosare tra i titoli sugli scaffali, così per ingannare il tempo.
Ne ho visto uno, si chiamava La nonna sul melo, di Mira Lobe. Non ho letto la trama, ma in me era scattato qualcosa, così l'ho teso al mio papà chiedendogli "Papà, me lo compreresti, per favore?".
Non sono mai stata una bambina capricciosa, solita ad avanzare richieste per tutto, perciò non è stato difficile ricevere un "sì".
Poi siamo tornati a casa e, senza degnare di uno sguardo gli altri miei giocattoli, mi sono messa sul letto con il mio libro. Per tutta la settimana è stato così, interrompendomi solo per fare i compiti, per riprendere non appena possibile. Avevo fretta di tornare al mio libro.
Era successo qualcosa, qualcosa che mi teneva attaccata a quelle pagine, e ogni volta che lo aprivo mi sembrava di uscire dalla mia vita per entrare in quella di qualcun altro.
Finito quello ne sono arrivati altri fino a quando la mia voracità non ha iniziato a pesare sull'economia di casa.
E' stato così che ho scoperto la biblioteca. Il limite fissato dal regolamento era massimo di quattro libri per volta, cosa che trovavo ingiusta, così ho fatto fare la tessera anche a mia madre, per portarmene a casa otto.
Di quei primi anni di lettura, due libri mi sono rimasti nel cuore, e credo che anche oggi, nel 2017, farebbero bene alle undicenni: Piccole donne e Una ragazza fuori moda, della Alcott.
Il primo, per la complessità dei personaggi merita un post a sé, quindi mi soffermerò sul secondo.
E' la storia di una outsider, Polly, una ragazza di campagna modesta e dai modi semplici che fa visita ad una amica di città, Fanny, ospite presso la famiglia di questa, inserita nella buona società, benestante e raffinata.
Polly è adorabile e chi legge non può fare a meno di schierarsi dalla sua parte quando viene schernita dalle amiche affettate di Fanny, che la deridono per i suoi abiti  dimessi o per le sue ridotte conoscenze sulla vita mondana. Polly è fuori moda, va contro corrente, non si allinea alla massa, è forte e porta il peso di queste umiliazioni sulle spalle senza piegarsi, dimostrandosi di molto superiore alle altre signorine per bene, agghindate nei loro vestitini di seta. E quando, per una serie di rovesci finanziari la famiglia di Fanny cade in disgrazia, le signorine e la buona società di cui sopra, voltano loro le spalle, e rimane Polly, leale e generosa, accanto all'amica. Money don't make friends.
In questo romanzo la Alcott ci regala anche un po' di romance, e pur essendo alle soglie dell'adolescenza, ho sofferto per i problemi di cuore di Polly, tanto che una notte, alle due, ignorando la sveglia per la scuola, ero a letto, con la faccia sul cuscino a piangere, tanto mi aveva spezzato il cuore il capitolo appena letto.
L'adolescenza è stato un periodo confuso, perchè non sapevo più se cercare i libri nello scaffale "Bambini" o "Adulti", così ho bazzicato sia gli uni che gli altri, tra qualche bella scoperta e qualche fregatura.
Altri due libri che ho consumato da quanto li ho riletti sono Andrea e Andrea e Cinema Segreto di Domenica e Roberto Luciani. Li ho rispolverati poco tempo fa e ho riso ancora come quando li ho letti da ragazzina.
Tra i libri da grandi, ho scoperto i gialli di Patricia Cornwell, la serie con Kay Scarpetta e allora ho deciso che sarei diventata medico legale. (La mia laurea in architettura, mi smentisce).
E poi quanti altri... ma ormai io e la lettura ci eravamo giurati amore eterno.
Questi, sopra sono stati i "libri galeotti", quelli che mi hanno insegnato che si può viaggiare anche senza uscire dalla propria stanza.
Come sono sdolcinata stasera...


2 commenti:

  1. Ho letto il Tuo romanzo (matrimonio di convenienza) quando l'hai auto pubblicato, perdona il Tu, confidenziale, ma sembra che ti conosca da sempre. O almeno da luglio. Voglio dirti una cosa, brava, brava brava. Il tuo romanzo è allegro, semplice, ben scritto, fluido, ben costruito. credo che l'editing di N&C non sia stato complesso perché avevi già fatto tu un ottimo lavoro. Brava

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  2. Ciao Silvia! Il "tu" va benissimo, non ci formalizziamo, qui. Ti ringrazio delle bellissime parole.
    Con N&C ho approcciato il testo in un modo più professionale, recuperando qualche sfilacciatura stilistica e apportando qualche ristrutturazione leggera per dare fluidità narrativa alla storia. Niente sconvolgimenti a storyline, personaggi e dialoghi, però. Grazie ancora davvero!

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