sabato 15 aprile 2017

A qualcuna piace stronzo




Chi non l'ha incontrato, una volta nella vita, lo stronzo? E chi può dire di non esserci MAI cascata?
Lo "stronzo": come descrivere in modo esaustivo questo esemplare di maschio che sembra non conoscere estinzione?
Di solito lo stronzo non è stronzo e basta, ma questo atteggiamento è associato a una o più combinazioni delle seguenti caratteristiche:
1- Bello: tratto distintivo dei più comuni tra gli stronzi, derivante dal fatto di sapere di essere attraente, di possedere quel tipo di aspetto che fa voltare tutte le donne quando entra in una stanza.
2- Intelligente: non parlo del ricordarsi la tabellina dell'otto. Mi riferisco a quel sottile intelletto che stronca la conversazione di due ore con la potenza di una sola parola alla quale non si è proprio capaci di replicare. Sa tutto lui, ma non perché studia, ci arriva da solo senza sforzo.
3 - Potente: si ritrova in una posizione tale, per meriti, capacità o conoscenze non è dato sapere, da essere al di sopra di chiunque. Mette in soggezione e lo sa.
4 - Ricco: qualsiasi cosa tu abbia, lui ne ha due, più grosse e più belle (non ci sono doppi sensi in questa frase).
Ora, la polemica evergreen sul tema è: perché alle donne piacciono gli stronzi?
Innanzitutto, da donna devo mettere in chiaro che non lo facciamo apposta, e nessuna è mai stata attratta da uno stronzo che sia stronzo e basta.
La risposta io l'ho trovata in un'intervista di Ken Follet (mostro sacro al quale manderei il mio curriculum per la posizione di fermacarte, se ne avesse bisogno).
Ken disse che "It's about drama. We, human beings, create drama even when there's no drama in our lives. Gambling, for example, is synthetic drama. We play sports or we watch sports to bring drama in our lives: the disappointing when our football team loses or the happiness when winning is synthetic drama".
In parole povere, ci piace il dramma, il pathos, la tensione, il su e giù tipo montagne russe.
Lo storzo ha una reputazione che lo precede, e di solito una donna che inizia a sentirsi attratta da lui, viene messa in guardia dalle amiche con la classica frase "Guarda che è uno stronzo". Siamo sincere: questa frase ha mai salvato qualcuna?
Nonostante l'avvertimento, che a rigor di logica dovrebbe bastare a tenerci a distanza di sicurezza dallo stronzo, andiamo dritte per la nostra strada per il motivo spiegatoci dal saggio Ken Follet. We want drama.
Quando ci lasciamo coinvolgere in una relazione con uno stronzo, dentro di noi sappiamo già come andrà a finire: esultare per essere state notate, l'eccitazione della frequentazione, il disappunto per i suoi cambi d'umore, la rabbia per quella bugia di troppo seguita da lunghe sedute di analisi meditativa con le amiche per discernere ogni suo gesto e  ogni sua parola, infine concludere con "E' proprio uno stronzo".
Però abbiamo avuto il dramma.
Non a caso, lo stronzo è uno dei personaggi maschili più utilizzati nei romanzi, proprio perchè creano il famoso dramma.
Poi, lo stronzo dei romanzi, si rivela sempre un Lindor: duro fuori con cuore fondente al cioccolato e panna. Questo perché sono romanzi rosa, l'happy ending è d'obbligo e ci piace così.
Ci sono dei limiti anche all'essere stronzo, in alcuni casi la protagonista femminile (pur concedendo tutto al dramma) a volte rasenta l'idiozia nell'assecondare determinati atteggiamenti, ma questo è un mio parere strettamente personale.
Vogliamo fare dei nomi? Facciamoli! Gli stronzi letterari che, così, su due piedi mi vengono in mente sono:
- Mr. Darcy: la Austen, almeno all'inizio, ce la mette tutta per presentarcelo come uno stronzo, riuscendoci alla grande.
- Mr. Rochester: la Bronte (Charlotte) ha un bel coraggio a contrapporre alla delicata Jane Eyre, quello che nelle prime pagine del loro incontro risulta gustoso come un ghiacciolo salato.
- Heathcliff: da bambino forse no, ma quando ritorna, da adulto, ha tutte le carte in regola per piazzarsi nella top 3 degli stronzi letterari. Però, sbaglio io a metterlo in questo elenco, visto che Cime tempestose non è proprio un rosa.
- Mr. Grey: pur non essendo io un'estimatrice della saga delle cinquanta sfumature (ecco, l'ho detto), l'autrice sembra del tutto intenzionata a mostrarcelo come uno stronzo. Uno stronzo  con delle regole, però: lui ti fa il contratto! Altro che voucher!
- Mr. Knightley: torniamo alla Austen con il personaggio maschile di Emma. D'altra parte, la giovane Woodhouse ha un caratterino che per tenerle testa uno stronzo e intelligente ci vuole.
Questi, solo per dare un esempio, senza contare tutti i consumati libertini dei romanzi regency, con lunghi elenchi di conquiste alle spalle e nessuna voglia di accasarsi.
Per allungare la lista di cui sopra, si accettano suggerimenti.




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