martedì 11 aprile 2017

L'importanza di avere una playlist


Almeno per me, la playlist è fondamentale.
Fin da piccola sono sempre stata affascinata dall'accompagnamento musicale di sottofondo che mi permetteva di vivere più intensamente il film che stavo guardando. Mi aiutava a vivere la scena, a sentire il mood.
Poi, diciamocelo, ci sono film che sono diventati cult solo per la colonna sonora, uno per tutti Flashdance. La storia non è così memorabile ma sfido chiunque a stare fermo e muto mente Irene Cara intona What s feeling.
Questo pallino mi è rimasto e quando scrivo, che sia iPod, che sia iTunes, che sia YouTube o Spotify, musica ce n'è sempre. Quando scrivo, sì, ma anche quando cucino, quando faccio le pulizie, quando guido, sempre...
E di solito è così che inizia, con una canzone che mi sorprende facendo prendere forma, nella mia immaginazione, ad una sequenza di scene, o un nuovo personaggio, a uno scambio di battute che dà il "La" alla storia.
L'ispirazione va presa da qualche parte, c'è chi la trova nei film, chi nelle serie TV, chi nelle foto, chi in altri libri, io nella musica.
Un artista del Novecento che stimo molto per la sua rottura delle convenzioni è Marcel Duchamp, sì, proprio lui, quello che ha alzato un dito medio agli accademici mettendo i baffi alla Gioconda. Ho, se vogliamo, sposato una sua filosofia, facendola mia. Duchamp, estimatore dello scrittore  Raymond Roussel aveva stabilito che come pittore che "è meglio essere influenzato da uno scrittore che da un altro pittore". Nel mio caso, la frase diventerebbe "preferisco essere influenzata da un musicista che da un altro scrittore".
Con questo, si badi bene, non voglio portare un'offesa agli scrittori, come Duchamp non voleva denigrare gli altri pittori. Non è una presa di posizione per snobbismo, ma se vogliamo, di estremo rispetto. Io rispetto il lavoro di altri scrittori in quanto prodotto del loro intelletto, ma non voglio rischiare di copiarlo.
Poi la lista degli scrittori che leggo e mi piacciono è lunga, ma non è da loro che prendo l'ispirazione. A quella ci pensa la musica. E parlo di TUTTA, la musica.
Il fatto che dalla mia penna (tastiera) escano romanzi rosa non vuol dire che mi ascolto tutto il giorno polpettoni amorosi strappalacrime. Dio me ne scampi e liberi.
Nelle mie playlist (quella di Matrimonio di convenienza, ma anche dei miei work in progress) c'è un po' di tutto, perché mi piace ascoltare di tutto. Che cosa, dipende dai momenti.
Oddio, è SEMPRE il momento per Alice Cooper, ma non mi vergogno di mettere la folk pop Galway Girl di Ed Sheeran di fianco a Sometimes I Feel Like Screaming dei Deep Purple, per fare un esempio. Sì, sono generazioni musicali e stili differenti, ma al mio orecchio piacciono entrambi.
E se qualcuno ha da dire "Vergognati!" o "Sacrilegio!" volevo rassicurarlo del fatto che stanotte dormirò lo stesso. Ho peccato, ma sono in pace con me stessa.


La mia playlist per "Matrimonio di convenienza"

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