lunedì 10 luglio 2017

Storia di un tradimento

Giurare amore eterno non vuol dire essere immuni dalle tentazioni.
Sono intorno a noi e stimolano i nostri sensi, sta alla forza mentale farci resistere.
E l'appagamento? Se te lo concedi poi arriva il senso di colpa a bussare alla porta.
Io ho tradito.
Ho tradito il mio amore per la carta stampata, per il libro rilegato, per la copertina patinata, per l'odore dell'inchiostro.
L'ebook mi ha portato sulla strada della perdizione.


Io ho sempre gridato a gran voce quanto amassi il formato cartaceo.
Un casa senza libri non è una casa.
Le librerie esercitano su di me la stessa frenesia di Carrie Bradshaw in un negozio di Manolo Blahnik e in biblioteca potrei starci ore divisa dall'indecisione su quali sette eletti caricare sulla mia tessera prestito (finendo poi per requisire quella di mia madre e arrivare a quota quattordici).


Poi che è successo?
Ho tradito, ma a mia discolpa posso dire che non ne avevo intenzione.
L'e-reader è come quello sconosciuto al bar, attraente e che ammicca ogni volta che entri e ordini la colazione, ti scruta da sopra il suo caffè e tu pensi "Sono fidanzata!".


Viene fuori che una sera, a una cena tra amici, c'è anche lui, lo sconosciuto del bar, siede proprio nel posto accanto al tuo e a presentartelo è stato proprio il tuo fidanzato.
Così ci parli, è brillante, divertente, ha la battuta pronta e ti racconta cose di cui ignoravi l'esistenza e a tua volta gli parli di te, e a fine serata ti rendi conto che a parte lui non ha fatto conversazione con nessun altro.
Ora, la mattina al bar non puoi più ignorarlo, anzi. Prendi il tuo cappuccino e la tua brioche e vai al suo tavolo, dove lui ti ha già fatto posto e richiuso il giornale.
Il secondo giorno neanche ce l'ha la Gazzetta dell sport sul tavolo: aspettava te.
Vi scambiate i numeri, poi iniziare scrivervi senza motivo raccontandovi cose che vi sono successe.
Pensi a lui più di quanto ti sarebbe concesso, fino al giorno in cui sei ansiosa di arrivare al bar (ormai lui ordina anche per te) e controlli il cellulare per essere sicura di non esserti persa un suo messaggio.
Hai un'altra cena tra amici ma quella sera il tuo fidanzato è rimasto al lavoro e quindi sei SOLA.
E flirti spudoratamente, anche per colpa del vino che hai continuato a versarti e ti ha reso così disinibita.
Non ubriaca, però.
Basta uno sguardo ed entrambi capite che non vedete l'ora che tutti finiscano il dessert, arrivi il conto e ognuno a casa propria. Ma non voi due.
Arriverete a fatica alla porta del suo appartamento e una volta varcata la soglia sarai già senza vestiti.
Il resto è storia.
Io neanche mi ci avvicinavo agli e-readers che mi strizzavano l'occhio dagli espositori nei media store.
Poi, a Natale 2013, scarto il regalo del mio ragazzo e tra le mani mi trovo un Kobo.
Ci metto un po' a familiarizzare, non sono ancora pronta a staccarmi dai libri di carta, a non sentirne più lo spessore tra le mani.
Passo la prima settimana a scaricare anteprime, poco convinta, anche perché sul comodino ho una pila di altri libri da finire.
Poi mi decido a usare un bonus regalo e scarico il mio primo e-book.
Finisco di leggerlo e...Ehi! Non è stato un trauma.
Ma gli argini si sono rotti quando una casa editrice ha lanciato una superpromozione a 0,99 (ok, era Newton Compton, perchè fare finta di niente!) e ci ho dato dentro scaricando letture per due mesi.
Da lì il disastro: gli ebook sono diventati come le patatine fritte, una tira l'altra.
Non avevo dimenticato i libri di carta, ma l'immediatezza del download ha influito non poco sulla mia dipendenza.
In secundis, lo spazio in casa. La mia libromania stava portando me e il mio fidanzato a una scelta: o noi o i libri, non c'è più spazio per entrambi.
Infine la questione viaggi: in vacanza leggo un libro al giorno, problema non da poco quando le ferie durano più di una settimana. Dove cavolo li metto venti libri???
Kobo mi ha salvato: parto con una riserva di letture da ottanta romanzi sul dispositivo e un semplice bagaglio a mano di neanche 10 chili che ha fatto di me la passeggera preferita di Ryanair.
E i libri di carta? Sono una fedifraga che torna sempre a casa la sera, quindi li compro ancora, ma non con la voracità di prima.
Se un romanzo letto su Kobo mi è piaciuto me lo compro in cartaceo. Sono certa che qualsiasi lettore ha nella libreria qualche romanzo che con il senno di poi non avrebbe comprato e questo mi aiuta nell'operazione salvaspazio.
Prima di dormire mi piace però cullarmi con un bel libro in carta stampata tra le mani, anche se poco prima, in fila in posta, ammazzavo il tempo con il mio Kobo.
Sono così, ho fatto del privilegio della scelta una regola di vita e se posso non mi nego nulla.
Ebook o cartaceo? Entrambi, a ciascuno il suo momento e il suo luogo.
E voi? Come avete affrontato l'arrivo degli e-readers? Vi siete convertite del tutto? Siete rimaste fedeli alla carta o come me siete libertine senza ritegno e passate dall'uno all'altro concedendovi tutto?
Poi parleremo dello sconosciuto al bar...

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